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"Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo lo cambiano davvero" (A. Einstein) |
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I nostri amici animali ..”La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali…. ”. (M. K. Gandhi) |
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E’ orami luogo comune pensare agli animali come esseri viventi non umani portatori di diritti: esseri senzienti che richiedono protezione e considerazione da parte di noi uomini. Il problema degli animali rientra, dunque, in una questione sociale globale, per molti versi imprescindibile dai problemi che attanagliano la società occidentale di oggi: vedi ad esempio il problema della mucca pazza, dell’afta epizootica, del pollo alla diossina, della lingua blu degli ovini e dei caprini, dei pesci ai metalli pesanti, dell’aviaria, e chi più ne ha più ne metta! Quello che si è profondamente deteriorato è il rapporto Uomo-Natura, sempre più lontano da una moralità accettabile, attraverso cui stabilire delle regole di buona convivenza. Allora, se vogliamo garantire alle generazioni di domani, umane e non umane, un futuro più vivibile, meno violento e crudele, occorre riequilibrare questo rapporto molto deteriorato, correggendo urgentemente le storture sociali, ecologiche ed etologiche. Lo stesso rapporto perverso che oggi l’uomo occidentale applica nei confronti degli animali, in passato veniva applicato nei confronti degli esseri umani più deboli: portatori di handicap, anziani, bambini, donne, stranieri. Lo “specismo” nasce proprio da questo humus, da questa malsana attitudine dell’uomo a porsi in cima ad ipotetiche piramidi, da dove sentenziare e giudicare. I principî secondo i quali l’uomo ha tutti i diritti e nessun dovere nei confronti delle altre specie, trovano le proprie radici in comodi assiomi etici: i luoghi comuni sono il veleno del pensiero evoluto e indipendente, la gente distratta abita nei luoghi comuni. Si mangia carne perché si è sempre fatto e bisogna pur nutrirsi. Si viviseziona perché la sofferenza di un topo non è paragonabile alla salute di un uomo. La gente al circo si deve divertire e, in fondo, anche gli animali si divertono. La corrida è tradizione. Le pellicce sono indumenti caldi e alla moda. La caccia è uno sport, così come la pesca. I canili e i gattili sono la soluzione al randagismo. Chiaramente nulla di più falso e tendenzioso. Uno degli aspetti più rappresentativi di queste storture umane è rappresentato dal randagismo. In Sicilia il fenomeno ha assunto proporzioni insostenibili per una regione che si definisce evoluta ed europea. Come è noto il maltrattamento animale si integra perfettamente con la malavita organizzata. Tutta questa materia è definibile col termine di ZOOMAFIA. Sono tanti gli esempi: 1. Combattimenti clandestini tra cani; 2. Corse di cavalli clandestini domenicali; 3. Macellazione clandestina; 4. Commercio di animali esotici protetti dal CITES; 5. Proliferazione di canili privati non a norma. Occorre attuare una nuova politica, che sia efficace e tempestiva allo stesso tempo, capace di mettere in campo tutte quelle iniziative che possano trovare anche la condivisione del mondo dell’associazionismo. In 10 azioni, vogliamo rendere fattiva una politica animalista all’avanguardia ed eticamente accettabile.
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CEFALU': RADDOPPIO DEL BINARIO FERROVIARIO
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1) esiste la
necessaria copertura finanziaria per la realizzazione del raddoppio
della tratta ferroviaria Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono, di circa 32 Km e
per l'importo di 960 milioni di euro; |
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10ª assemblea nazionale dei circoli Legambiente 1 - 3 Dicembre, Rispescia (Gr) Una tre giorni dedicata a tutti i presidi territoriali dell'associazione; un'occasione preziosa per incontrarsi, partecipare, discutere, condividere e continuare a costruire insieme Legambiente. Il Circolo di Cefalù ha partecipato attivamente ai seminari di lavoro svolti al CEA di Rispescia. Ecco alcune foto delle sessioni.
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Cosa unirà San Francesco, Darwin e Ghandi?
Da San Francesco a Babbo Natale |
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Cefalù si è guadagnata il 7° posto tra i "Comuni Ricicloni" monitorati da Legambiente Nazionale, avendo raggiunto la soglia del 13,4%. I paesi premiati sono stati quelli al di sopra del 15%,ma nonostante ciò questo potrebbe essere un passo importante, che dovrà portare il nostro circolo a dedicare un'attenzione ancora maggiore alla risorsa che la differenziazione dei rifiuti rappresenta |
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Kyoto, un compleanno a metà. Italia
indietro sui tempi. A un anno dall'entrata in vigore del Trattato, 600
mln di tonnellate di anidride carbonica dividono il nostro Paese dagli
obiettivi del Protocollo Roma, 16 feb. (Ign) - Buon compleanno, Kyoto.
Ma la prima candelina è ancora grigia. Oggi, infatti, è un anno esatto
dall’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, il trattato
internazionale per la riduzione dei gas serra contro i cambiamenti
climatici. Dopo 365 giorni da quel 16 febbraio del 2005, l'Italia è però
in netto ritardo sulla sua attuazione.
Anche le associazioni ambientaliste
denunciano che poco o nulla si è fatto, mentre il nostro Paese ha
superato del 12% i livelli di emissioni nazionali rispetto al 1990. A
fare i conti in ‘tasca’ al Protocollo, si notano così numeri non proprio
da primato: 600 milioni di tonnellate di anidride carbonica dividono
l'Italia dagli obiettivi di Kyoto, 120 milioni di tonnellate l'anno di
Co2 per i 5 anni di durata del trattato internazionale salva-clima
2008-2012. |
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di Paul Muad'dib 20-09-2005 Difficile comprendere la storia, nel momento stesso in cui si scrive; carpire mille e mille sfaccettature del quotidiano e non rendersi conto della strada che l'uomo di oggi, l'uomo di questo tempo, sta percorrendo. Immaginate per un solo momento, di essere un extra terrestre che a bordo di una nave stellare in orbita attorno alla terra, studi l'evoluzione del genere umano. Coadiuvato da archivi su cui è scritta la storia dell'uomo sulla terra fin dalla sua comparsa, percorra e confronti gli elementi ricorrenti che hanno accompagnato: la nascita, l'evoluzione, la stabilità e il declino delle varie civiltà, che su questo pianeta si sono succedute. Ancora una volta dopo millenni di osservazione, non trova un solo elemento che consenta di differenziare le cause del verificarsi delle parabole discendenti di ogni civiltà. Alla radice del percorso di dissoluzione, vi è sempre l'avidità; il singolo arricchimento, l'arricchimento delle lobby che manipolano il potere a proprio beneficio, al di sopra di tutto e tutti e a qualsiasi costo. Guerre senza senso se non per il controllo delle fonti energetiche, manipolazione della politica economica mondiale, assoluto disprezzo per la sofferenza dei popoli più deboli, delle cui nazioni sfruttano le ricchezze solo per il loro beneficio, affamando e trucidando milioni di innocenti. Il nostro osservatore galattico, rimane stupito dal constatare che quantunque i segni sono palesemente visibili, la maggioranza, di ciò che comunemente consideriamo le società civili, rimangono come ipnotizzate dall'imbonimento continuo che il potere, attraverso i mezzi di comunicazione di massa propina, spacciando menzogne come l'assoluta verità. L'uomo della strada è restio a credere che ci possa essere una regia globale dietro tutto questo, ma basta poco per notarlo. Le fonti petrolifere da chi sono controllate? Da non più di una decina di multinazionali occidentali; La produzione di armi? Dai paesi che pretendono di averne sempre più e solo loro, proibendone la produzione e il possesso ai paesi minori, spacciandoli come sostenitori e fornitori del terrorismo globale; La produzione di frutta nei paesi sub-tropicali? Da una manciata di aziende molto famose e rassicuranti, tutte facilmente riconoscibili da colorati bollini; I network della comunicazione di massa? Da poche e ben selezionate aziende, per lo più a capitale sociale detenuto da singoli magnate, che oltre a controllare la comunicazione, amministrano la cosa pubblica; E si potrebbe continuare, per ogni attività di primaria importanza che consente il controllo delle masse, non ultimo il terrore di attentati; prima ti costruisco il terrorista, lo addestro lo specializzo, lo uso per il miei scopi e quando voglio liberarmene, mi organizza un evento mediatico mondiale (11 Settembre 2001), con cui convinco il mondo, che solo affidando a me il controllo delle loro vite, potranno vivere sicuri e felici. Loro sanno cosa pensi, cosa mangi, come ti vesti, cosa leggi, cosa scrivi, quale film devi vedere, quando devi fare l'amore e con chi e cosi continuando. Il mercato globale del controllo della società planetaria, per il nostro bene, per la nostra sicurezza, vuole che noi bravi bambini non ci si preoccupi di nulla, perchè a tutto pensa il nostro Lui di turno. Drogati di televisione e informazione che non propone altro che distrazione dai veri problemi, l'uomo del 2000 si avvia compiacentemente verso una dittatura planetaria, che in barba alle singole libertà costituzionali, rafforza il proprio potere rendendoci schiavi. Il pianeta è sull'orlo di uno scontro fra civiltà, tutto immolato sull'altare del potere di un numero di individui irrisorio rispetto all'intera umanità. Lo storico planetario, non solo vede sempre più, avvicinarsi la fine di questa disillusa società del consumo sfrenato, dall'alto del suo punto di vista, si rende conto di come lo stesso pianeta, sempre più spesso reagisce a suo modo (scioglimento dei ghiacciai, effetto serra, etc.), alle violenze che il popolo dell'occidente opulento gli infligge. Anche dal punto di vista ambientale è solo questione di soldi, ma pensate veramente che non esistano fonti di energia alternativa pulita? Ma se queste venissero usate, "gli amici di papà si arrabbierebbero!!"; Queste poche righe, nemmeno superficialmente toccano la dimensione dello schifo che i potenti della terra stanno combinando a discapito di tutti noi. Pensate forse che ci sia una minima forma di speranza? Che la direzione possa essere invertita? Illusi, continuate a spendere e a consumare, non preoccuparti comincerai a pagare a gennaio 2010 senza interessi, spendi adesso quello che forse guadagneranno i tuoi nipoti domani. Il punto del non ritorno l'ho abbiamo già superato da un pezzo e l'unica cosa da fare è emigrare, magari chiedendo un passaggio per un altro pianeta al nostro amico intellettuale galattico......
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